LA STRISCIA ROSSA
UNA VOCE CONTRO: Quale democrazia?
Visioni Pasoliniane
La sera del 7 febbraio 1974 la Rai Tv trasmise un nuovo, breve documentario della serie "Io e...", intitolato "Pasolini e ... la forma della città", a cura di Paolo Brunatto.Nelle ultime immagini, mentre si chiudeva il documentario e dopo aver camminato nervosamente tra le dune di Sabaudia, all'improvviso Pasolini si fermò, esponendo alla telecamera il pallore di un volto sofferto e scavato, e denunciando con assoluta sincerità e asciutta drammaticità, decisamente inabituali per i telespettatori di allora (e di oggi)giusto perché si sappia...
ROMA - Rinviato a dopo l'estate. Doveva essere uno dei fiori all'occhiello del governo Berlusconi, sicuramente del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che in questi mesi ne ha chiesto a gran voce una celere approvazione. Ma ora il ddl sulla prostituzione, che prevede il carcere per il cliente che va con una lucciola in luoghi pubblici, è divenuto fonte di profondo imbarazzo per la maggioranza, al punto da dovergli staccare l'etichetta "urgente" e sostituirla con un bel rinvio. Tutta colpa dell'ormai famosa (e infelice) definizione di Niccolò Ghedini su Berlusconi "utilizzatore finale" delle escort baresi. Dunque un cliente anche lui, seppure in luoghi chiusi, quindi non punibile.

...ai futuri dirigenti del Partito Democratico
Per quanto mi duole dirlo temo che la strada da seguire per sperare in un paese più moderno ed efficiente sia quella della reale alternanza dei governi con schieramenti contrapposti che, in caso di vittoria elettorale, anche se risicata, devono poter essere in grado di governare e legiferare nell’interesse del paese (ALMENO SPERO!) secondo la linea ideologica del movimento.
Inevitabilmente tale rivoluzione porta nella direzione di un sostanziale sistema bipartitico che di fatto farebbe sparire i partiti minori.
La dolorosa sparizione dei partiti minori scontenterebbe molti elettori (me tra quelli che vedrei sparire la sinistra “radicale” dal panorama parlamentare) ma credo sia nella situazione attuale l’unico modo per intervenire sull’arretratezza delle nostre istituzioni…
O ALMENO E’ L’UNICA CHE MI VIENE IN MENTE CHE NON IMPLICHI NECESSARIAMENTE LA SOMMOSSO POPOLARE!
(ditemi se ne esiste un'altra, ne sarei davvero contento!)
…mi chiedo:
1- Ma è possibile che dal dopoguerra ad oggi vi sia stato solo un governo che ha concluso il mandato (5 anni)?… e aimé è stato un governo di Arcore…
2- Come è possibile attuare una seria riforma delle istituzioni se non si è sicuri che la durata di una legislatura sia almeno sufficiente per concludere l’iter parlamentare necessario affinché questa venga approvata?
3- Come è possibile che uno schieramento opposto per 2 volte ha avuto la possibilità di governare ma non ha mai avuto la forza di regolamentare l’anomalia tutta italiana di un candidato premier che di fatto monopolizza l’informazione televisiva e che è la rappresentazione svergognatamente eclatante della stessa definizione di “conflitto di interessi”?
La mia personalissima analisi si riassume nella semplice presa di coscienza che una linea ben definita di condotta politica deve essere stabilita da un serio confronto democratico (anche aspro) all’interno di ogni singolo movimento politico e che dovrà concludersi con la stesura di un programma da tutti condiviso, unitamente propagandato e che con esso ci si sottoponga all’esame elettorale.
LA SEPARAZIONE NETTA TRA POTERE LEGISLATIVO, ESECUTIVO E SOPRATTUTO GIUDIZIARIO
&
L’INALIENABILE ESIGENZA PER UN PAESE LIBERO E DEMOCRATICO DI UNA PLURALITA’ DEI MEZZI DI INFORMAZIONE DI MASSA!
Fatta questa lunga e dolorosa (per me) premessa torno al titolo del post e mi rivolgo alla futura dirigenza del Pardito Democratico…
L’affermazione della lega e di dell’Italia dei valori ha delineato bene la volontà dell’opinione pubblica di svoltare e di abbandonare un certo modo di fare politica, il cambio di rotta non può essere legato solo al cambio di un nome alla guida del partito! Mi piacerebbe che oltre alle teorie su come riformare il paese si presentasse anche uno statuto organizzativo e comportamentale delle dinamiche del partito che chiarissero definitivamente (tra gli altri) i seguenti punti:
1) ORGANIZZAZIONE INTERNA:
2) QUESTIONE MORALE:
3) INDAGATI:
4) ELETTI ed ELEGGIBILI:
5) IL RAPPORTO CON LA CHIESA?
…per ora mi fermo ma di domande ce ne sarebbero molte.
La mia richiesta è di sapere se c’è una reale volontà di riformare il paese e che se questa può prescindere dalla propedeutica (a mio parere) necessità di riformare la classe dirigente nelle sedi istituzionali e di partito.
Ho votato SI ai referendum della scorsa domenica anche sapendone le possibili dolorose conseguenze,
...che stia tirando un po' troppo la corda?
“Aiutatelo, è una persona che non sta bene!”.
Non si ripaga tanta grazia ricevuta con difese ad oltranza che rischiano solo di alimentare un ego già ipertrofico condannato a replicarsi senza sosta. Eccoli i suoi veri nemici: un concentrato di arte e mestieri quali Letta, Cicchitto, Bonaiuti, Bondi, Ghedini, Capezzone, Minzolini, accompagnati dalle quote rosa Carfagna, Brambilla, Santanché, Gelmini, e dulcis in fundo…prendi questa mano Zanicchi.In realtà il succitato sintetico elenco rappresenta l’emblema tipo di una ciurma pronta ad abbandonare il “Vecchio Titanic” per poi correre in soccorso di un prossimo vincitore.Ma non c’è fretta, è ancora presto, la musica non è finita e gli amici degli amici non hanno intenzione di andarsene, anzi continuano a pagare 2.000 € per assicurare al Sultano di Milano2 letterine, meteorine, veline per un ultimo giro di giostra.l'italia va a puttane
VIDEO: le cene del premier
L'ANALISI DEI TG:
Dalla Rai a Mediaset: così un caso diventa "fantasma"
È davvero possibile insabbiare uno scandalo che domina le prime pagine dei quotidiani nazionali, è al centro di un'inchiesta giudiziaria ed è finito immediatamente nei titoli della stampa internazionale? Sì, è possibile. In questa Italia dove il presidente del Consiglio ha anche l'ultima parola sulle nomine dei direttori di cinque dei sei maggiori telegiornali, ormai non c'è più bisogno di contestare i fatti, i sospetti e le accuse: basta nasconderli, e oplà, la notizia non c'è più.
Parla Ghedini, il legale del Cavaliere
Scusi, avvocato, ma come le è venuto in mente di parlare di «utilizzatore finale» quando c’è di mezzo una donna?
«Il termine 'utilizzatore finale' era riferito a una domanda di natura tecnico giuridica. Il codice utilizza in materia varie dizioni - tra cui prostituzione, pornografia, materiale pornografico - tutte connotate da disvalore giuridico e riferite a norme che distinguono con grande chiarezza diverse responsabilità. Ecco, si trattava dell’esemplificazione di uno schema giuridico».
Certo. Ma, a rileggere la sua frase, si ha l’impressione che la donna sia assimilata a una bottiglia di champagne che si porta quando si va a cena da qualcuno.
«Non è così, assolutamente. Mi spiace ma il linguaggio tecnico è quello: colui che riceve è l’utilizzatore finale. Può essere un linguaggio crudo ma è così».
Notizie dalla procura di Bari, ne ha?«Mi pare che la procura prospetti che c’è un’indagine: nei confronti del Tarantini mica di Berlusconi. Il presidente non c’entra nulla».
Patrizia D’Addario sostiene di essere andata alle cene a palazzo Grazioli, dopo aver chiesto e ottenuto 2.000 euro per il disturbo.
«Secondo lo schema disegnato dalla D’Addario, che a noi non risulta corretto, Berlusconi sarebbe soggetto inconsapevole. Se io vado a casa del presidente e per far bella figura, presentandomi con una bella donna, pago un’accompagnatrice è difficile che lui possa saperlo».
E se l’accompagnatrice si trattiene dopo cena?
«Se una di queste persone dovesse avere rapporti con lui, continuerebbe a non sapere e quindi non può avere né una implicazione di natura giuridica né morale».
Qualora la storia fosse in questi termini, la responsabilità è penale di chi ti porta la ragazza?
«Non c’è alcuna possibilità che ci sia un collegamento tra il presidente e questa indagine».
Che idea si è fatto di Patrizia D’Addario?
«Dice cose prive di fondamento, a quanto mi è dato sapere. Non desta in noi alcuna preoccupazione se non il fastidio di doverci occupare di queste cose. La situazione è risibile: il presidente Berlusconi, che è dedicato al lavoro h24, è uomo ricco di denari e ricco di simpatia e di voglia di vivere...».
Quindi?
«Certamente non ha bisogno che qualcuno gli porti le donne. Pensare che Berlusconi abbia bisogno di pagare 2.000 euro una ragazza, perché vada con lui, mi sembra un po’ troppo. Penso che potrebbe averne grandi quantitativi, gratis. Eppoi, Berlusconi ha grande rispetto per il mondo femminile e nessuna attitudine a pagare una donna per avere rapporti con lui».
La D’Addario si aspettava favori dall’entourage del presidente?
«Se fosse stata nell’entourage di Berlusconi non avrebbe preso 7 voti con una lista civica. Dalla rappresentazione che dà di sé, non ne esce un profilo edificante».
Azioni legali?
«Valuteremo. Il presidente si occupa di cose serie. Lo faremo quando ne avrà il tempo»
Carfagna: Il Cavaliere, i magistrati e...
Onorevole ministro Mara Carfagna, ho letto sul Corriere la sua appassionata "plaidoyer" contro le insinuazioni "morbose" che la investirono un anno fa, che oggi colpiscono Berlusconi per il "caso Noemi" e che, come Lei scrive, "hanno abbondantemente superato il limite della decenza".Lei auspica un "Paese normale" dove i fatti privati di personaggi istituzionali non siano oggetto di dibattito politico.
Non è il suo mestiere.
"A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi. Ma tu non puoi mettere alle Pari Opportunità una che sta lì perché t’ha succhiato l’uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari Opportunità perché è uno sfregio." (Sabina Guzzanti)
SI DICE IL CORROTTO MA NON IL CORRUTORE!
Restiamo Umani

A tutti i dirigenti della Sinistra ItalianaUn secondo barcone di sventurati è stato respinto e ricondotto in Libia. Quanti erano? Non è importante. 100,… 20… ,…1, non ha importanza. sono stati violati dei diritti e a violarli è stato il governo del nostro paese. Questi diritti violati costeranno a povera gente che sfuggiva a guerre massacri e fame in alcuni casi tortura e morte. Ho fatto una carellata veloce e più o meno tutti i dirigenti della sinistra , con toni più o meno diversi, hanno parlato, scritto, condannato.
PS. Chi condivide questa richiesta copi e incolli sul proprio blog il post senza aggiungere o togliere nulla. E’una richiesta minima ma di enorme significato. Facciamoci sentire tutti insieme in un’unica manifestazione o in cento città contemporaneamente.
Loris
Da Repubblica - (Audio) il dramma dalle carceri libiche
Da Repubblica - testimone nigeriano
Dall'Unità - Le leggi razziali ci sono gia
Dall'Unità - Berlusconi : no all'italia multietnica
Da La Stampa - La Cei: l'Italia è già multietnica
GENOVA - MARTEDI' 12 MAGGIO 2009 ore 11 IN LARGO LANFRANCO (DI FRONTE A PREFETTURA) PRESIDIO ANTIRAZZISTA PER IL DIRITTO DI ASILO E D'ACCOGLIENZA
POPOLO DELLE LIBERTA'?
Il 2008 ha visto la libertà di stampa diminuire in tutto il mondo e anche Paesi di consolidata democrazia come Italia (l'unico in Europa) e Israele hanno imposto nuovi limiti ai media. È quanto afferma il rapporto "Freedom of the Press 2009"di Freedom House, organizzazione non profit con sede negli Stati Uniti.
La sinistra italiana...
Dov'é la sinistra italaiana e soprattutto cosa sta facendo?
In un panorama politico in cui di fatto manca l'opposizione e in prossimità dell'appuntamento elettorale per le europee la nostra sinistra litiga e si divide...
Capisco che alcune posizioni possano essere discordanti ma la soluzione non può esserela frammentazione del movimento soprattutto in previsione di una riforma elettorale che è più che necessaria ma che porterà inevitabilmente ad un rafforzamento del bipolarismo cancallando o riducendo al minimo la visibilità e le ambizioni politiche dei partiti minori. La riforma probabilmente verrà fatta e pure in tempi brevi viste che le mire presidenzialiste del nostro premier. Tali progetti del cavaliere impongono una revisione dell'attuale assetto costituzionale e la necessità di arrivare all'elezione del prossimo presidente della repubblica con una maggioranza alle camere come quella attuale se non maggiore il che impone una certa rapidità nei lavori parlamentari per riuscire a presentarsi alle urne con quel 75% di consensi che Berlusconi sbandiera in questi giorni (ovviamente elezioni anticipate se la tendenza dei messaggi daranno un calo del consenso del cavaliere).
Ma torniamo alla sinistra... il dialogo, la democraticità di un movimento, il confronto non sono i cavalli di battaglia storici del socialismo italiano? E allora tali concetti racchiudono in se una attitudine alla discussione e non all'imposizione di dictat del tipo "o così o io non ci stò!", un democratico deve lottare per affermare le sue idee ma deve allo stesso tempo accettare il fatto che possano non essere condivise da altri i quali hanno lo stesso diritto di esporre le loro.
Il mio dissenso ed il mio sentore di non essere rappresentato nasce dalla considerazione che i nostri leader di sinistra senza accorgersene si stanno comportando come Silvio che impone il suo volere ai compagni di partito senza che questo sia frutto di una discussione interna del partito che le trasformi da idee di uno in idee del movimento. La nostra sinistra non capisce che questo modo di agire può funzionare se si è a capo di un partito-uomo costruito attorno ad un leader e sostenuto con la forza dei media a prescindere dai contenuti ma con l'autorevolezza dovuta al fatto che chi sta con lui "governa" e chi è fuori resta con il "culo a terra"... non serve dialogo, non serve confronto: Lui dice (tanto poi in caso smentisce e gli organi di informazione di massa penseranno poi a far dimenticare le versioni precedenti) gli altri volenti o nolenti si accodano... ma la sinitra può farlo? Come riuscirà a far passare i propri messaggi? Come può passare per democratica se non è in grado di sostenere un dibattito interno che per quanto duro resta interno e che dovrebbe essere la forza trainante del movimento. Un confronto interno che dovrebbe riuscire a trasmettere forza, convinzione e coesione... quella coesione che solo l'accettazione della democraticità del sistema interno del movimento può fornire e che porta ad accettare linee leggermente diverse dalle proprie opinioni personali ma che probabilmente sono più condivise.
Il progetto "sinistra Arcobaleno" a mio modo di vedere non era sbagliato ma probabilmente messo in piedi troppo in fretta e con un leader di facciata (grande Fausto!) che seppur dotato di carisma non aveva realisticamente alcuna seria ambizione... ma l'idea era buona: uniamo le forze e sfruttiamo il malcontento e i mezzi di comunicazione che possiamo ancora utilizzare per creare un consapevolezza e un senso di appartenenza che tra i tanti elettori di sinistra ormai si è perso.
Il 25 aprile, il primo maggio... sono feste del popolo e si basano su ideali condivisi da giovani e non, sfruttiamo le reti di tutti quei movimenti vicini ma distinti (purtroppo) che hanno il reale contatto con il territorio: organizzazioni di volontariato, centri sociali, organizzazioni No-Profit, associazione dei consumatori, ecologisti...
Premio "libertà di stampa" dei giornalisti tedeschi
- Marco Travaglio ha ricevuto oggi a Berlino il "Premio per la libertà di stampa" dell'associazione dei giornalisti tedeschi Djv. Travaglio è stato premiato "per il suo coraggioso e instancabile impegno per la libertà di stampa in Italia" e "per la sua tenacia nel continuare a criticare anche là dove gli altri hanno rinunciato da tempo" a farlo, ha spiegato il presidente del Djv, Michael Konken. "In questo modo vogliamo anche incoraggiare altri giornalisti in Italia a non lasciarsi intimidire", ha aggiunto... -http://www.indicius.it/torpore/premiato_travaglio.htm
Non amo particolarmente Travaglio ma solo per una questione "di pelle" e nulla potrei dire su di lui dal punto di vista professionale: preparato, attento, graffiante e immediato... si, immediato poche battute e concetti chiari e argomentati. Forse è proprio per questo che lui più di altri riesce a dare fastidio, l'immediatezza del messaggio è fatto tutt'altro che marginale visto che l'attenzione media dell'opinione pubblica non riesce a restare attiva per più di qualche minuto.
Siamo il frutto di 20 anni di aggressivissima educazione commerciale, viviamo al ritmo di spot pubblicitari che ci fanno conoscere i VIP del momento, le novità musicali le nuove tendenze culturali... le nostre idee stiano diventando così labili e leggere forse perche basate su informazioni spezzettate difficili da ricollocare all'interno di un quadro più grande che richiederebbe troppo tempo e attenzione per essere ricostruito, di questo (passatemi la metafora cinematografica) continueremo a recensire film con dovizia di particolari e con autorevole conpetenza avendone visto solo il trailer.
SIAMO TUTTI TROPPO SUPERFICIALI
E SOPRATTUTTO
SPROVVISTI DI UNA CRITICA MEMORIA SOCIALE!
IL RE PESCATORE
…e sì, a volte mi basta lo stimolo giusto per far ricomparire pensieri che si credono dimenticati ma forse è solo perché non li si vanno a cercare. Incredibile quante cose riemergono: sensazioni, immagini, profumi un intero mondo e modi di vivere ormai lontani ma che comunque fanno parte di un vissuto che è comunque parte di me e che mi ha fatto divenire quello che sono e quello che in futuro diventerò.
Così una musica, una persona cara ritrovata un po’ per caso, un testo riporta alla luce un intero mondo riposto in un cassetto di chissà quale armadio della mente.
Per una serie di motivi mi ritrovo in questi giorni a fare il pendolare tra Verona e Milano…per cui treno (da cui scrivo ora), metro e camminata con gli studenti del politecnico… quanti ricordi affiorano: ascolto i discorsi dei miei compagni di viaggio e ritrovo la mia stessa (ormai passata) ansia da esame, l’appello spostato, i commenti su quel “bastardissimo professore”…
Riscopro una poesia e ricordi che si trascina dietro: come una finestra su una parte di vita importante e andata con tutti i suoi affetti e le storie vissute analizzandole con la consapevolezza attuale probabilmente avrei agito diversamente ma è anche vero che forse non mi troverei ora a riviverle con quella strana espressione da ebete che penso di avere sul volto in questo momento…
Mi ritrovo spesso a “mitizzare” le esperienze passate… chi mi conosce sa quanto mi venga bene raccontare aneddoti andati della mia vita da adolescente in un quartiere non facile o del periodo universitario piuttosto che mille altri episodi anche all’apparenza insignificanti ma in cui colgo lampi di “genialità”… forse è lo stesso motivo per cui ho cominciato a tenere questo blog.
Per alcuni (forse per quelli che mi conoscono meglio) sono il “re pescatore”, questo nome nasce dalla quotidianità di una convivenza e da una vecchia puntata dei Simpson in cui Homer si ritrova a fare il pescatore millantando racconti di catture mitiche, di prede incredibilmente grandi e tenaci. Mi rendo conto che a volte “coloro” i ricordi ma senza mai stravolgerne il senso o il significato solo per trasmettere l’intensità di sensazioni che hanno generato in me e che un freddo racconto dei fatti “nudi e crudi” non potrebbe trasmettere… non sono inesattezze ma solo il tentativo di comunicare una sensazione precisa, di trasmettere emozioni che ho provato e che sono il vero messaggio del mio racconto penso si possa parlare di “licenza poetica”… d'altronde come trasmettere una sensazione forte di un ricordo che sbiadisce (se non addirittura in bianco e nero) senza metterci un po’ di colore?
Credo sia colpa del mio SPLEEN il fatto che mi ritrovi spesso ad usare come trampolino gli appigli mnemonici, che per qualche motivo scopro o riscopro, per provare a ricostruire il quadro complessivo da cui provengono, mi sento come l’archeologo che da un piccolo frammento di pietra, riemerso chissà dove e per quale motivo, spera di poter ricostruire un’intera casa, magari una città o (perché no?) un’intera civiltà dimenticata.
L’ analisi del passato è in fondo una chiave di lettura fondamentale per la comprensione del futuro (sia che si riferisca a noi stessi che ad un’itera società) ed è forse per questo che lo faccio, per provare a capire me stesso unica vera condizione esistenziale per riuscire a relazionarmi serenamente con chi mi circonda.
Mi viene in mente ora (vedete com’è facile?) una cosa che avevo letto e una bella citazione che avevo sul muro della mia vecchia camera a casa dei miei: nella cultura moderna è comune pensare al futuro come qualcosa che deve venire e verso cui ci stiamo dirigendo e siamo quindi abituati a visualizzarlo come qualcosa che ci sta davanti… gli antichi greci avevano una visione diversa relativa più che altro al modo in cui ci si avvicina ad esso non andandogli incontro a viso aperto ma di spalle:
<< ... Come sia il futuro che arriva alle mie spalle non lo so,
Robert.M.Pirsig “Lo zen e l’arte della manutenzione della Motocicletta”
Mi stupiscono e mi affascinano questi meccanismi mnemonici!
SINAPSI: credo sia il meccanismo biologico in questione.
Scusate ho divagato ma forse sono solo le seghe mentali di un pescatore con l’attitudine al pensare al come e al perché e che si trova a barcamenarsi quotidianamente con l’analisi dei fatti rigorosa dovuta alla sua formazione accademico-professionele e la sua indole da umanista.
…e sapete cosa penso… le due visioni non sono poi così diverse!





