Breve storia di una panchina...

. giovedì 16 luglio 2009
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Quasi 500 cittadini e cittadine veronesi con nomi e cognomi hanno proposto "un percorso pubblico da 'fare insieme' per esprimere dissenso verso una città chiusa, discriminante e paurosa e per progettare una città aperta, giusta e gioiosa". Durante l'inverno si sono incontrati in assemblee pubbliche, con prestigiosi relatori, per ragionare insieme sui sempre più cupi divieti che incombono sulle nostre vite e sulla nostra città ed hanno individuato come simbolo della città chiusa, discriminante e paurosa l'atto scellerato dell'amministrazione comunale di togliere le panchine dai giardini in cui erano soliti sostare anche stranieri.

Togliendo le panchine, si sono ridotti i diritti di tutti: il diritto ad una sosta ristoratrice, a giardini pubblici curati, il diritto al riposo, alla convivialità, all'incontro casuale con altri, il diritto a godere 'gratuitamente' della vista della nostra città... il diritto del contribuente a vedere i propri soldi utilizzati per aggiungere servizi, non per diminuirli (ma le tasse, quelle no, non sono diminuite!).Tutti i sabati di maggio alle 12, portando le proprie sedie da casa, i membri del Comitato e non solo si sono riuniti nel disadorno e indegno giardinetto di Via Prato Santo semplicemente per stare assieme, offrendo a chiunque un aperitivo, una poesia, una lettura, uno spettacolo, a simboleggiare la possibilità di una città aperta, giusta, gioiosa.Il 9 luglio hanno 'offerto' a quel giardinetto e a tutti coloro che hanno ancora voglia di abitare la città una verde e luccicante panchina che, certo, non era sufficiente a cancellare il degrado nel quale l'amministrazione lascia questo ed altri luoghi pubblici, ma che (ben lo simboleggiavano le primule piantate ai piedi della verde e comoda panchina) non era che l'inizio di una riqualificazione voluta e attuata direttamente dai cittadini e dalle cittadine.
La panchina, ben confezionata con elegante fiocco rosso, è stata 'scartata' e inaugurata sotto gli occhi di tutti 'a disposizione di chiunque voglia sedersi nei Giardini di Via Prato Santo', recita la targa affissa dal "Comitato Verona, città aperta".Un atto gratuito di generosità, un esempio di virtù civiche...Abbiamo vissuto su quella panchina, fino al diluvio della sera: un breve resoconto di quelle poche ore può dare a tutti la dimensione dei 'bisogni' cui questo emplice gesto ha dato risposte.
- Visto anche il via vai di giornalisti e fotografi, si sono subito avvicinati dei 'curiosi' chiedendoci informazioni e plaudendo all'iniziativa, tutti sgomenti per il totale abbandono del giardino e sperando nell'avvio di una rinascita. Molti hanno voluto essere fotografati seduti sulla panchina.
- Verso le 13 abbiamo acquistato della pizza, delle birre, un po' di frutta e verdura e, contravvenendo ad altra ordinanza ma sotto gli occhi anche delle forze dell'ordine, abbiamo pranzato lì sulla 'nostra' (e vostra) panchina, attirando, nell'ordine, un ragazzo del Senegal che si è unito a noi e 6 turisti tedeschi che, stanchi dal giro turistico in città e in attesa di andare a vedere Carmen in Arena, avevano cercato un po' di riposo, in mancanza di meglio, appoggiandosi ai tronchi degli alberi... Abbiamo offerto loro la panchina e si sono seduti gustando qualche albicocca e lamentandosi, increduli, della poca accoglienza verso gli stranieri.Rimasti impressionati dai braccioli visti sulle panchine in altri luoghi della città, hanno chiesto di essere fotografati stesi sulla panchina. E' stata poi la volta di un ragazzo con le stampelle, che sulla panchina ha trovato un po' di riposo.
- Al vicino bar, dove siamo andati a prendere i caffè che abbiamo poi sorseggiato sempre sulla panchina, il gestore ci ha fatto presente che in quel giardino mancano non solo le panchine, ma anche le strisce pedonali per poterlo raggiungere, pur trattandosi di una meta un tempo frequentata da anziani con difficoltà di deambulazione.
Un tempo, perchè da quando le panchine non ci sono più -come ci aveva fatto notare una signora residente lì vicina che era solita accompagnare il padre in carrozzella- l'accompagnatore è costretto a restare in piedi...
- C'è stato anche chi (un uomo dal codino grigio) ci ha gridato che su quellepanchine si sedevano anche coloro che 'non pagano le tasse' ma quando gli abbiamo risposto che noi le paghiamo, altri non le pagano perchè vengono fatti lavorare in nero, altri ancora perchè sono evasori (ma raramente questi hanno il piacere di sedersi sulle panchine!), non ha saputo replicare.
- Per tutto il pomeriggio abbiamo fatto da 'badanti' alle macchine parcheggiate lì intorno, visto che la colonnina per pagare il parcheggio negli stalli blu non funziona e i numerosissimi stranieri che volevano lasciare la macchina per raggiungere il centro a piedi erano preoccupati, per un disservizio del Comune, di trovare poi una multa (quanti soldi ha perso l'amministrazione per questo disservizio? Quante panchine avrebbe potuto comperare?).
- Proprio alle 19, l'ora stabilita per il ritrovo di tutto il Comitato per un aperitivo di inaugurazione e mentre stavamo accingendoci a preparare per coinvolgere il maggior numero di persone possibili, una pioggia torrenziale ha costretto tutti a scappare.
- Giusto in quel momento è arrivata una macchina dei Vigili Urbani, mandati per controllare la 'manifestazione', ai quali abbiamo spiegato il senso della nostra azione, lasciandoli letteralmente stupefatti: "Se lo raccontiamo, nessuno ci crederà! Dei cittadini che regalano un bene alla collettività. " Poi ce ne siamo andati, sotto l'acqua a catinelle.
L'indomani mattina, poco prima delle 8, acquistati i quotidiani, abbiamo deciso di andare a leggerli, come si fa in tutte le città del mondo, al giardinetto sulla panchina.
Che non c'era più!
Un mondo alla rovescia, in cui i cittadini prendono a cuore la cura della città e chi dovrebbe farlo la devasta.
L'asfalto divelto rendeva, se possibile, ancor più degradata la zona, ma su un palo della luce era affisso un cartello "Come è difficile restare umani. Grazie per la panchina", come firma un nome di donna.
Abbiamo pensato anche al suo grazie quando abbiamo posizionato nello stesso luogo una sedia ('a disposizione di chiunque voglia sedersi nei Giardini di Via Prato Santo') e le foto del giorno 9 con le spiegazione di quanto avvenuto. Sulla sedia abbiamo lasciato un quaderno perché ciascuno possa scrivere ciò che pensa della vicenda. La prima frase scritta ieri era "Una panchina è per sempre". Andate a scrivere la vostra fino a quando durerà, perché UN VANDALO si aggira per Verona.


P.S. Il solerte tutore dell'ordine pubblico e del decoro cittadino che, certo non senza fatica e con l'aiuto di qualche attrezzo, ha sventrato l'asfalto per togliere di mezzo la 'panchina abusiva' non ha trovato il tempo di sistemare un vicinissimo tombino divelto e arrugginito, che da mesi il Comitato ha segnalato alla Circoscrizione e all'assessore competente come vero attentato all'incolumità pubblica. Qual era la priorità?

Cirano - Francesco Guccini

. venerdì 3 luglio 2009
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Cirano

di Francesco Guccini

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe
.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.

Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,

io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo
,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito

e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo,
per sempre tuo...Cirano

Diversi punti di vista...

. mercoledì 1 luglio 2009
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Nel curiosare per scegliere la prima pagina da riportare oggi sul blog sono stato molto combattuto nel proporre quella di "Libero" ma volevo fare alcune considerazioni...

La prima legata esclusivamente alla scelta editoriale di aprire il giornale con la polemica politica e la vignetta ironica sulla morte del "re del POP" senza citare nemmeno in piccolo l'argomento di apertura di TUTTI i giornali di oggi (di partito e non) ovvero la strage ferroviaria di Viareggio... mah... vabbé andiamo sui contenuti.

Partiamo dall'apertura dell'articolo del titolone di prima pagina:

E' vero: l'inchiesta di bari ha portato all'azzeramento della giunta regionale di Vendola e questo non è un fatto che fa bene alla sinistra ma dimostra ulteriormente quello che è il diverso atteggiamento di alcuni schieramenti politici nei confronti degli incarichi di potere.

Dalla vicenda uno solo lo spunto positivo ed è quello che porta allo scioglimento di un organismo istituzionale in seguito ad una indagine in corso che, anche se non ancora ultimata, ne potrebbe minare la credibilità se non addirittura delegittimarlo nel caso il procedimento giudiziario porti a delle condanne di colpevolezza.

Perché tale principio non vale anche per il cavaliere per il quale, oltre alle polemiche ed ai processi per cui risulta non processabile ("lodo Alfano"), esistono numerose sentenze definitive (tra le altre anche un paio per vicende molto simili a quelle di cui si sta occupando la procura di Bari)?

..e ancora: è vero, "il Cavaliere non c’entra un fico secco" con questo filone di indagini ma con altri emersi a margine dell'inchiesta sì (ECCOME SE C'ENTRA!!!) ma non se ne farà nulla almeno nelle aule giudiziarie e poco importa se passa
per non parlare poi di corruzione, evasione e amicizie imbarazzanti...
la giustizia nulla può, la legge è uguale per quasi tutti:
il cavalier Berlusconi ricopre oggi una delle 4 più alte cariche dello stato ed è quindi intoccabile dalla magistratura grazie ad una legge che lui stesso si è fatto su misura!

... e non dimentichiamo poi che sempre con un astuto stratagemma legislativo tali fatti cadranno in prescrizione prima ancora che lui lasci la sua attuale poltrona...

spero almeno non per sedersi su una più alta!

UNA VOCE CONTRO: Quale democrazia?

. lunedì 29 giugno 2009
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...riporto link a post di un Compagno...
...anzi più che un Compagno, un Amico...
...anzi più che un Amico, Un Cugino!

Visioni Pasoliniane

. venerdì 26 giugno 2009
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La sera del 7 febbraio 1974 la Rai Tv trasmise un nuovo, breve documentario della serie "Io e...", intitolato "Pasolini e ... la forma della città", a cura di Paolo Brunatto.Nelle ultime immagini, mentre si chiudeva il documentario e dopo aver camminato nervosamente tra le dune di Sabaudia, all'improvviso Pasolini si fermò, esponendo alla telecamera il pallore di un volto sofferto e scavato, e denunciando con assoluta sincerità e asciutta drammaticità, decisamente inabituali per i telespettatori di allora (e di oggi)
l'appiattimento culturale, la devastazione estetica e l'imbarbarimento civile a cui ci avrebbe inevitabilmente portato la società dei consumi concepita dalla repubblica post-fascista e in generale da tutti i "regimi democratici" contemporanei.

giusto perché si sappia...

. giovedì 25 giugno 2009
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Prostituzione, la legge slitta a ottobre

ROMA - Rinviato a dopo l'estate. Doveva essere uno dei fiori all'occhiello del governo Berlusconi, sicuramente del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che in questi mesi ne ha chiesto a gran voce una celere approvazione. Ma ora il ddl sulla prostituzione, che prevede il carcere per il cliente che va con una lucciola in luoghi pubblici, è divenuto fonte di profondo imbarazzo per la maggioranza, al punto da dovergli staccare l'etichetta "urgente" e sostituirla con un bel rinvio. Tutta colpa dell'ormai famosa (e infelice) definizione di Niccolò Ghedini su Berlusconi "utilizzatore finale" delle escort baresi. Dunque un cliente anche lui, seppure in luoghi chiusi, quindi non punibile.


Sempre da Repubblica.it riporto le 10 domande (riviste alla luce delle ultime vicende) che la redazione ha fatto al cavaliere ma a cui il premier non ha dato acora risposte malgrado le sollecitazioni provenienti dalle parti sociali e ovviamente della stampa (italiana ed estera).
Insomma quelle 10 domande che a mio parere ogni cittadino si potrebbe porre alla luce dei fatti emersi e che a maggior ragione un giornalista dovrebbe bubblicare senza per questo essere accusato di far parte di un piano eversivo!







...ai futuri dirigenti del Partito Democratico

. mercoledì 24 giugno 2009
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…rileggo i post precedenti e mi accorgo di essere sempre e solo contro, questo sarà un post “costruttivo”… almeno lo spero.
Per quanto mi duole dirlo temo che la strada da seguire per sperare in un paese più moderno ed efficiente sia quella della reale alternanza dei governi con schieramenti contrapposti che, in caso di vittoria elettorale, anche se risicata, devono poter essere in grado di governare e legiferare nell’interesse del paese (ALMENO SPERO!) secondo la linea ideologica del movimento.

Inevitabilmente tale rivoluzione porta nella direzione di un sostanziale sistema bipartitico che di fatto farebbe sparire i partiti minori.

La dolorosa sparizione dei partiti minori scontenterebbe molti elettori (me tra quelli che vedrei sparire la sinistra “radicale” dal panorama parlamentare) ma credo sia nella situazione attuale l’unico modo per intervenire sull’arretratezza delle nostre istituzioni…
O ALMENO E’ L’UNICA CHE MI VIENE IN MENTE CHE NON IMPLICHI NECESSARIAMENTE LA SOMMOSSO POPOLARE!
(ditemi se ne esiste un'altra, ne sarei davvero contento!)
Cerco di spiegarmi meglio: dal 1994, anno della famosa discesa in campo del cavaliere, di fatto si è assistito a un blando bipolarismo che ha portato a crisi di governo per la defezione a turno di piccoli o medi partiti che di volta in volta (e per motivi più o meno condivisibili) si sono staccati dal gruppo di governo malgrado ne facessero parte ad inizio mandato (questo è successo sia a destra che a sinistra).
…mi chiedo:
1- Ma è possibile che dal dopoguerra ad oggi vi sia stato solo un governo che ha concluso il mandato (5 anni)?… e aimé è stato un governo di Arcore…
2- Come è possibile attuare una seria riforma delle istituzioni se non si è sicuri che la durata di una legislatura sia almeno sufficiente per concludere l’iter parlamentare necessario affinché questa venga approvata?
3- Come è possibile che uno schieramento opposto per 2 volte ha avuto la possibilità di governare ma non ha mai avuto la forza di regolamentare l’anomalia tutta italiana di un candidato premier che di fatto monopolizza l’informazione televisiva e che è la rappresentazione svergognatamente eclatante della stessa definizione di “conflitto di interessi”?

La mia personalissima analisi si riassume nella semplice presa di coscienza che una linea ben definita di condotta politica deve essere stabilita da un serio confronto democratico (anche aspro) all’interno di ogni singolo movimento politico e che dovrà concludersi con la stesura di un programma da tutti condiviso, unitamente propagandato e che con esso ci si sottoponga all’esame elettorale.
Tale programma non può essere "inquinato" o mediato dalle esigenze di altre parti politiche senza di fatto essere modificato (se non addirittura stravolto) tradendo così l’elettorato che ha scelto un programma e non il cocktail di due o più proposte...
risulta inevitabilmente UNA TRUFFA!
Il rischio c’è ma penso che chi vince debba governare e coerentemente con il proprio programma debba avere la possibilità di riformare come crede sia meglio, allo scadere dei 5 anni (ma solo allora) sarà l’elettorato a giudicare se andare avanti sulla stessa linea o se è il caso di cambiare fermo restando però 2 capisaldi della nostra costituzione:

LA SEPARAZIONE NETTA TRA POTERE LEGISLATIVO, ESECUTIVO E SOPRATTUTO GIUDIZIARIO
&
L’INALIENABILE ESIGENZA PER UN PAESE LIBERO E DEMOCRATICO DI UNA PLURALITA’ DEI MEZZI DI INFORMAZIONE DI MASSA!

Fatta questa lunga e dolorosa (per me) premessa torno al titolo del post e mi rivolgo alla futura dirigenza del Pardito Democratico…
L’affermazione della lega e di dell’Italia dei valori ha delineato bene la volontà dell’opinione pubblica di svoltare e di abbandonare un certo modo di fare politica, il cambio di rotta non può essere legato solo al cambio di un nome alla guida del partito! Mi piacerebbe che oltre alle teorie su come riformare il paese si presentasse anche uno statuto organizzativo e comportamentale delle dinamiche del partito che chiarissero definitivamente (tra gli altri) i seguenti punti:

1) ORGANIZZAZIONE INTERNA:
come verranno nominati i vari dirigenti del partito? Chi e come deciderà la linea del partito? come si chiariranno le controversie interne per arrivare ad una linea unitaria e condivisa del partito soprattutto per quel che riguarda questioni di argomenti di carattere etico?
2) QUESTIONE MORALE:
come il partito si comporterà in caso di scandali e/o situazioni in netto contrasto con il ruolo pubblico di un eletto (e parlo di tutti gli eletti/elegibbili e non di solo quelli con incarichi istituzionali)? E’ possibile ipotizzare un codice etico dei membri del PD e se sì cosa vi sarà scritto e quali saranno le conseguenza per chi lo infrange?
3) INDAGATI:
eventuali membri del partito coinvolti in vicende giudiziarie conclusesi con una condanna o ancora in fase di giudizio potranno essere iscritti tra i candidati nelle liste elettorali del PD?
4) ELETTI ed ELEGGIBILI:
per quante legislature un candidato potrà essere rieletto?
5) IL RAPPORTO CON LA CHIESA?

…per ora mi fermo ma di domande ce ne sarebbero molte.

La mia richiesta è di sapere se c’è una reale volontà di riformare il paese e che se questa può prescindere dalla propedeutica (a mio parere) necessità di riformare la classe dirigente nelle sedi istituzionali e di partito.

Ho votato SI ai referendum della scorsa domenica anche sapendone le possibili dolorose conseguenze,
la futura dirigenza del PD sarà disposta a fare come me e a sacrificare una posizione personale (..e forse a mettersi da parte tra qualche anno) nell’interesse generale del partito e più in generale del paese?

...che stia tirando un po' troppo la corda?

. martedì 23 giugno 2009
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Aiutatelo, è una persona che non sta bene!”.
Di fronte ad una accorata richiesta di aiuto da parte della signora Veronica Lario, il ciarpame ambosesso ed oltre che anima le scorribande di Papi da Portocervo a Cortina passando per Portici, rincorre il proprio tornaconto tra pizze, gelati, piste, danze e costosi cotillions.

Un pover’uomo di settantatre anni costretto a recitare come una vecchia cariatide di Hollywood, trucco di scena compreso..forse troppo, o troppo arancione se abbinato ad un lucido parrucchino testa di moro.

Non si aiuta così un anziano signore con responsabilità istituzionali tanto elevate.

Non è etico affossare spietatamente una persona provata da un recente divorzio e sbeffeggiata da una indiscreta stampa nazionale e non.
L’insostenibile peso della gratitudine grava sulle coscienze dei vari beneficiati dalla generosità di Papi.

Non si ripaga tanta grazia ricevuta con difese ad oltranza che rischiano solo di alimentare un ego già ipertrofico condannato a replicarsi senza sosta. Eccoli i suoi veri nemici: un concentrato di arte e mestieri quali Letta, Cicchitto, Bonaiuti, Bondi, Ghedini, Capezzone, Minzolini, accompagnati dalle quote rosa Carfagna, Brambilla, Santanché, Gelmini, e dulcis in fundo…prendi questa mano Zanicchi.In realtà il succitato sintetico elenco rappresenta l’emblema tipo di una ciurma pronta ad abbandonare il “Vecchio Titanic” per poi correre in soccorso di un prossimo vincitore.Ma non c’è fretta, è ancora presto, la musica non è finita e gli amici degli amici non hanno intenzione di andarsene, anzi continuano a pagare 2.000 € per assicurare al Sultano di Milano2 letterine, meteorine, veline per un ultimo giro di giostra.


Anche gli italiani anestetizzati da questa ruota della fortuna nazionale non si avvedono del disastro incombente nonostante i focolai accesi dai cassaintegrati delle aziende allo sfascio, dagli abruzzesi attendati, dagli immigrati discriminati, dai napoletani immondezzati, dagli studenti e precari della scuola e dai pensionati affamati.
Presto insorgeranno anche le altre categorie.

Ed il popolo quando si incazza
diventa cattivo ed ingestibile!

Vorranno la testa impomatata di Papi ad ogni costo e gli attribuiranno persino la responsabilità delle mutate condizioni atmosferiche.
Il popolo ama oppure odia, e la storia ne è testimone.
Da Ajaccio all’Elba, da Piazza Venezia a Piazzale Loreto, dalle bandierine socialiste sventolate con entusiasmo alle monetine del Raphael lanciate con disprezzo,
il passo è breve.

Ma, se nessuno adesso aiuta davvero Papi a farsi da parte, toccherà, proprio a quelli come me, che gli sono sempre stati avversi, l’ingrato compito di placare gli animi di un acritico popolo tradito, così da garantire una adeguata vecchiaia ad un ormai stanco istrione demodé.

l'italia va a puttane

. venerdì 19 giugno 2009
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...da "Liberazione"


VIDEO: le cene del premier




L'ANALISI DEI TG:


Dalla Rai a Mediaset: così un caso diventa "fantasma"


Nelle edizioni di sabato una vera pietra tombale seppellisce l'inchiesta di Bari
Silenzi, omissioni, mezze notizieil Patrizia-gate cancellato dai tg
Il Tg1 di Minzolini ha evitato di collegare Berlusconi alla D'AddarioSolo "feste a Palazzo Grazioli", aggiungendo: "Potrebbe trattarsi di millanterie"


È davvero possibile insabbiare uno scandalo che domina le prime pagine dei quotidiani nazionali, è al centro di un'inchiesta giudiziaria ed è finito immediatamente nei titoli della stampa internazionale? Sì, è possibile. In questa Italia dove il presidente del Consiglio ha anche l'ultima parola sulle nomine dei direttori di cinque dei sei maggiori telegiornali, ormai non c'è più bisogno di contestare i fatti, i sospetti e le accuse: basta nasconderli, e oplà, la notizia non c'è più.



Parla Ghedini, il legale del Cavaliere



Scusi, avvocato, ma come le è venuto in mente di parlare di «utilizzatore finale» quando c’è di mezzo una donna?
«Il termine 'utilizzatore finale' era riferito a una domanda di natura tecnico giuridica. Il codice utilizza in materia varie dizioni - tra cui prostituzione, pornografia, materiale pornografico - tutte connotate da disvalore giuridico e riferite a norme che distinguono con grande chiarezza diverse responsabili­tà. Ecco, si trattava dell’esemplifica­zione di uno schema giuridico».
Certo. Ma, a rileggere la sua fra­se, si ha l’impressione che la don­na sia assimilata a una bottiglia di champagne che si porta quan­do si va a cena da qualcuno.
«Non è così, assolutamente. Mi spiace ma il linguaggio tecnico è quello: colui che riceve è l’utilizzatore finale. Può essere un linguaggio crudo ma è così».
Notizie dalla procura di Bari, ne ha?«Mi pare che la procura prospetti che c’è un’indagine: nei confronti del Tarantini mica di Berlusconi. Il presidente non c’entra nulla».
Patrizia D’Addario sostiene di essere andata alle cene a palazzo Grazioli, dopo aver chiesto e otte­nuto 2.000 euro per il disturbo.
«Secondo lo schema disegnato dalla D’Addario, che a noi non risulta corretto, Berlusconi sarebbe soggetto inconsapevole. Se io vado a casa del presidente e per far bella figura, presentandomi con una bel­la donna, pago un’accompagnatrice è difficile che lui possa saperlo».
E se l’accompagnatrice si trattiene dopo cena?
«Se una di queste persone doves­se avere rapporti con lui, continuerebbe a non sapere e quindi non può avere né una implicazione di natura giuridica né morale».
Qualora la storia fosse in questi termini, la responsabilità è pe­nale di chi ti porta la ragazza?
«Non c’è alcuna possibilità che ci sia un collegamento tra il presidente e questa indagine».
Che idea si è fatto di Patrizia D’Addario?
«Dice cose prive di fondamento, a quanto mi è dato sapere. Non desta in noi alcuna preoccupazione se non il fastidio di doverci occupare di queste cose. La situazione è risibile: il presidente Berlusconi, che è dedicato al lavoro h24, è uomo ricco di denari e ricco di simpatia e di voglia di vivere...».
Quindi?
«Certamente non ha bisogno che qualcuno gli porti le donne. Pensare che Berlusconi abbia bisogno di pagare 2.000 euro una ragazza, perché vada con lui, mi sembra un po’ troppo. Penso che potrebbe averne grandi quantitativi, gratis. Eppoi, Berlusconi ha grande rispetto per il mondo femminile e nessuna attitudine a pagare una donna per avere rapporti con lui».
La D’Addario si aspettava favori dall’entourage del presidente?
«Se fosse stata nell’entourage di Berlusconi non avrebbe preso 7 voti con una lista civica. Dalla rappresentazione che dà di sé, non ne esce un profilo edificante».
Azioni legali?
«Valuteremo. Il presidente si occupa di cose serie. Lo faremo quando ne avrà il tempo»

Carfagna: Il Cavaliere, i magistrati e...

. mercoledì 10 giugno 2009
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Di Massimo Fini
FONTE: Il Gazzettino

Onorevole ministro Mara Carfagna, ho letto sul Corriere la sua appassionata "plaidoyer" contro le insinuazioni "morbose" che la investirono un anno fa, che oggi colpiscono Berlusconi per il "caso Noemi" e che, come Lei scrive, "hanno abbondantemente superato il limite della decenza".
Lei auspica un "Paese normale" dove i fatti privati di personaggi istituzionali non siano oggetto di dibattito politico.
Sono d’accordo con Lei e l’ho scritto (29/5).
Anche noi cittadini vorremo vivere in un "Paese normale". Ma non sono insinuazioni "morbose", gossip sul privato, le attestazioni che il premier ha corrotto un testimone e grazie alle sue dichiarazioni mendaci è uscito assolto in processi che lo vedevano imputato per reati gravi o gravissimi: corruzione della Guardia di Finanza, finanziamenti illeciti per 10 miliardi, colossali evasioni fiscali, fondi neri. Sono il contenuto di una sentenza, sia pur di primo grado, di un Tribunale di quella Repubblica di cui Lei, ministro Carfagna, è uno dei più alti rappresentanti.
Cosa sarebbe successo in un "Paese normale" in un caso del genere?
Che il premier in questione si sarebbe dimesso seduta stante. O se non ci avesse pensato lui avrebbero provveduto le altre Istituzioni, quali che fossero le sue benemerenze.
In Germania Helmut Khol, padre dell’unità tedesca e dell’Europa, è uscito dalla scena politica perché accusato di aver ricevuto un finanziamento illecito, ridicolo per entità.
Nella tanto deprecata Prima Repubblica, cui siete succeduti, permeata di quella cultura democristiana che aveva, per dirla con La Rochefoucauld, "le virtù dei suoi vizi", in primis perlomeno della forma, sette ministri del governo Amato si dimisero appena raggiunti da un avviso di garanzia.
Perché per i politici vale, o meglio valeva, il principio della "moglie di Cesare" che "non solo deve essere onesta ma anche apparirlo". Qui siamo oltre l’avviso di garanzia, oltre il rinvio a giudizio, siamo a una sentenza di primo grado che dichiara il premier un corruttore anche se non può essere perseguito perché protetto dal "lodo Alfano".Naturalmente Berlusconi pensa a tutto fuorché a dimettersi. Gli basta dichiarare che i magistrati del "caso Mills" sono degli "eversori".
Queste sono affermazioni che nessuno può permettersi, tanto meno un presidente del Consiglio. Perché sono dichiarazioni, esse sì, eversive, da Brigate Rosse che non riconoscevano la legittimità dei Tribunali che le guidavano.
E se questo è l’esempio che viene dall’alto, perché mai dovrebbero comportarsi diversamente i cittadini comuni o chiunque passi per il nostro Paese? Perché dovrebbero obbedire alle sentenze di Tribunali così squalificati e delegittimati dallo stesso capo del Governo? Già ora non c’è magrebino preso con le mani nel sacco che non si dichiari vittima di un "complotto" della magistratura e della polizia.Io non so se Silvio Berlusconi abbia dei meriti particolari nei confronti di questo Paese, quello di cui sono certo è che ha tolto alla popolazione italiana quel poco di senso della legalità che ancora le rimaneva. E questo lo pagheremo per decenni.
E ha fatto strame del principio cardine di ogni liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Si dice che sistemi di protezione penale del premier esistono anche in "Paesi normali". Esistono, in pochi paesi, per gli atti che il premier compie nell’esercizio delle sue funzioni. Ma il "lodo Alfano" è omnicomprensivo, Berlusconi, in ipotesi, potrebbe uccidere la moglie Veronica senza essere indagabile e perseguibile fino all’esaurimento del suo mandato.
...E allora, ministro Carfagna, chi ha "superato ogni limite della decenza"?
Infine, onorevole ministro, Lei si scaglia contro il moralismo quando riguarda la sua persona o il premier, ma ne fa altrettanto nei confronti di Luxuria e di Sircana per fatti privatissimi. E visto che nella sua lettera, con toni fintamente dimessi, ma in realtà di grande arroganza, dispensa consigli "urbi et orbi"; permetta anche a me di dargliene uno: non scriva lettere pubbliche.

Non è il suo mestiere.

"A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi. Ma tu non puoi mettere alle Pari Opportunità una che sta lì perché t’ha succhiato l’uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari Opportunità perché è uno sfregio." (Sabina Guzzanti)

Nomine

. giovedì 21 maggio 2009
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SI DICE IL CORROTTO MA NON IL CORRUTORE!

. mercoledì 20 maggio 2009
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di Marco Travaglio
“Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno”.
Lo dice Gesù all’apostolo Tommaso, che ha dovuto infilare la mano nella piaga del costato per credere nella resurrezione.

Il processo Berlusconi-Mills (noto a tutti, grazie a un’informazione serva, soltanto come il “processo Mills”: si dice il corrotto, ma non il corruttore) non ha nulla di spirituale né di trascendente: è una sporca storia di corruzione, il paradigma del modus operandi di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana.


Un grande corruttore che ha sempre comprato tutto e tutti, avendo sempre avuto la fortuna di incontrare gente comprabile.


lI suo gruppo comprava la Guardia di Finanza perché chiudesse gli occhi sui libri contabili taroccati.

Comprava politici, da Craxi in giù, in cambio di leggi à la carte.

Comprava giudici, da Vittorio Metta in giù, per vincere cause civili perdute in partenza, come quella che scippò la Mondadori a De Benedetti per dirottarla nelle mani del Cavaliere.

Pagava persino la mafia, per motivi facilmente immaginabili.

Per sapere tutto questo non era necessario attendere la sentenza di ieri: bastavano tutte le altre, emesse negli ultimi 15 anni nella beata indifferenza della quasi totalità della stampa e della totalità della televisione, per non parlare della cosiddetta opposizione.



il Cavaliere comprò con 600 mila dollari anche un falso testimone, il suo ex consulente inglese David Mackenzie Mills (che gli aveva costruito un sistema di 64 società occulte, nei paradisi fiscali), per garantirsi “l’impunità e i profitti” nei processi Guardia di Finanza e All Iberian. Il tutto nel 1998-99, quando era già travestito da politico, aveva già guidato un governo e si accingeva a guidarne altri due.

Ma anche questo si sapeva da anni. O meglio: lo sapeva chiunque avesse dato un’occhiata alle carte del processo o ne fosse stato informato. La sentenza doveva semplicemente sanzionare penalmente una condotta già assodata. Perché uno dei due protagonisti, David Mills, aveva confessato tutto al suo commercialista Bob Drennan, in una lettera che pensava sarebbe rimasta top secret: “… la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato curve pericolose, per dirla in modo delicato) aveva tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo… Nel 1999 mi fu detto che avrei ricevuto dei soldi… 600 mila dollari furono messi in un hedge fund… a mia disposizione…”.Purtroppo per lui (e per “Mr B.”), Drennan lo denunciò al fisco inglese, così la lettera finì sul tavolo dei pm milanesi. Interrogato a botta calda, Mills confessò a verbale che era tutto vero, salvo poi ritrattare con una tragicomica e incredibile retromarcia.

La sentenza di ieri aggiunge la sanzione a ciò che chi voleva o poteva sapere già sapeva:

il nostro presidente del Consiglio è, per l’ennesima volta, un corruttore, per giunta impunito per legge.

Ha comprato un testimone in cambio di una falsa testimonianza.

Un reato commesso per occultarne altri, a loro volta commessi per nasconderne altri ancora.

Ora che è di nuovo al governo, per garantirsi l’impunità non ha più bisogno di corrompere nessuno: gli basta violare la Costituzione con leggi come la Alfano, approvata e promulgata nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto contrastarla e respingerla. La stessa indifferenza, salvo rare eccezioni, ieri ha accolto un verdetto che in qualunque altro paese avrebbe portato su due piedi all’impeachment.

Lo stesso silenzio di Mills. Che però, almeno, si faceva pagare bene.

Restiamo Umani

. lunedì 11 maggio 2009
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A tutti i dirigenti della Sinistra ItalianaUn secondo barcone di sventurati è stato respinto e ricondotto in Libia. Quanti erano? Non è importante. 100,… 20… ,…1, non ha importanza. sono stati violati dei diritti e a violarli è stato il governo del nostro paese. Questi diritti violati costeranno a povera gente che sfuggiva a guerre massacri e fame in alcuni casi tortura e morte. Ho fatto una carellata veloce e più o meno tutti i dirigenti della sinistra , con toni più o meno diversi, hanno parlato, scritto, condannato.

Non Basta!!!
A fronte di questa infamia c’è un’esigenza precisa, ineludibile, che la sinistra dia una risposta unica e compatta antirazzista . Non possono esserci distinguo e non può essere una campagna elettorale che spegne il nostro sdegno.Chiedo che questo appello venga raccolto e si concretizzi nel giro di poco tempo nella risposta della Sinistra italiana contro al razzismo, contro l’intolleranza e per ristabilire i diritti di asilo e di accoglienza.
PS. Chi condivide questa richiesta copi e incolli sul proprio blog il post senza aggiungere o togliere nulla. E’una richiesta minima ma di enorme significato. Facciamoci sentire tutti insieme in un’unica manifestazione o in cento città contemporaneamente.
Loris

Da Repubblica - (Audio) il dramma dalle carceri libiche
Da Repubblica - testimone nigeriano
Dall'Unità - Le leggi razziali ci sono gia
Dall'Unità - Berlusconi : no all'italia multietnica
Da La Stampa - La Cei: l'Italia è già multietnica

GENOVA - MARTEDI' 12 MAGGIO 2009 ore 11 IN LARGO LANFRANCO (DI FRONTE A PREFETTURA) PRESIDIO ANTIRAZZISTA PER IL DIRITTO DI ASILO E D'ACCOGLIENZA

POPOLO DELLE LIBERTA'?

. mercoledì 6 maggio 2009
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Libertà di stampa, l'Italia passa da Paese «libero»a «parzialmente libero»







Il 2008 ha visto la libertà di stampa diminuire in tutto il mondo e anche Paesi di consolidata democrazia come Italia (l'unico in Europa) e Israele hanno imposto nuovi limiti ai media. È quanto afferma il rapporto "Freedom of the Press 2009"di Freedom House, organizzazione non profit con sede negli Stati Uniti.

Israele, Italia e Taiwan sono passati dallo status di "Paesi liberi" a quello di "Paesi parzialmente liberi", e questo peggioramento dimostra che «anche democrazie consolidate con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà», ha commentato Arch Puddington, direttore di ricerca per Freedom House. In particolare, l'Italia è stata declassata in virtù «di limitazioni imposte dalla legislazione, per l'aumento delle intimidazioni nei confronti dei giornalisti da parte del crimine organizzato e di gruppi dell'estrema destra, e a causa di una preoccupante concentrazione della proprietà dei media», come si legge nel comunicato dell'ong. È il settimo anno consecutivo che si registra un aumento delle restrizioni per la libertà di stampa, ma, cosa ancor più grave, è la prima volta che il peggioramento riguarda tutto il mondo: il numero delle restrizioni è doppio rispetto a quello delle più ampie libertà. Delle 195 nazioni prese in esame da Freedom House, 70 (vale a dire il 36 per cento, contro le 72 del 2008) sono giudicate "libere", 61 (31%, erano 59 lo scorso anno) sono "parzialmente libere" e 64 (33%) sono " non libere". La nuova ricerca sottolinea che solo il 17% della popolazione mondiale vive in Paesi dove vige la libertà di stampa. Le restrizioni più gravi sono state registrate nell'Europa Centro-Orientale e in Russia. Tuttavia, ci sono anche notevoli seppure rari miglioramenti, che ad esempio riguardano le Maldive (dove è stata adottata un nuova Costituzione che tutela la libertà di stampa) e la Guyana, dove sono sensibilmente diminuiti gli attacchi contro i giornalisti. Il rapporto è stato pubblicato in vista del World Press Freedom Day di domenica 3 maggio. Nel 2007, il Medio Oriente è stata la sola regione che ha mostrato dei miglioramenti, ha detto Puddington in un'intervista. Adesso è anch'essa in declino, ha aggiunto. (Ch. B.)









La sinistra italiana...

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Prendo spunto dal numero di questa settimana di Internazionale...


Dov'é la sinistra italaiana e soprattutto cosa sta facendo?
In un panorama politico in cui di fatto manca l'opposizione e in prossimità dell'appuntamento elettorale per le europee la nostra sinistra litiga e si divide...
Capisco che alcune posizioni possano essere discordanti ma la soluzione non può esserela frammentazione del movimento soprattutto in previsione di una riforma elettorale che è più che necessaria ma che porterà inevitabilmente ad un rafforzamento del bipolarismo cancallando o riducendo al minimo la visibilità e le ambizioni politiche dei partiti minori. La riforma probabilmente verrà fatta e pure in tempi brevi viste che le mire presidenzialiste del nostro premier. Tali progetti del cavaliere impongono una revisione dell'attuale assetto costituzionale e la necessità di arrivare all'elezione del prossimo presidente della repubblica con una maggioranza alle camere come quella attuale se non maggiore il che impone una certa rapidità nei lavori parlamentari per riuscire a presentarsi alle urne con quel 75% di consensi che Berlusconi sbandiera in questi giorni (ovviamente elezioni anticipate se la tendenza dei messaggi daranno un calo del consenso del cavaliere).

Ma torniamo alla sinistra... il dialogo, la democraticità di un movimento, il confronto non sono i cavalli di battaglia storici del socialismo italiano? E allora tali concetti racchiudono in se una attitudine alla discussione e non all'imposizione di dictat del tipo "o così o io non ci stò!", un democratico deve lottare per affermare le sue idee ma deve allo stesso tempo accettare il fatto che possano non essere condivise da altri i quali hanno lo stesso diritto di esporre le loro.

Il mio dissenso ed il mio sentore di non essere rappresentato nasce dalla considerazione che i nostri leader di sinistra senza accorgersene si stanno comportando come Silvio che impone il suo volere ai compagni di partito senza che questo sia frutto di una discussione interna del partito che le trasformi da idee di uno in idee del movimento. La nostra sinistra non capisce che questo modo di agire può funzionare se si è a capo di un partito-uomo costruito attorno ad un leader e sostenuto con la forza dei media a prescindere dai contenuti ma con l'autorevolezza dovuta al fatto che chi sta con lui "governa" e chi è fuori resta con il "culo a terra"... non serve dialogo, non serve confronto: Lui dice (tanto poi in caso smentisce e gli organi di informazione di massa penseranno poi a far dimenticare le versioni precedenti) gli altri volenti o nolenti si accodano... ma la sinitra può farlo? Come riuscirà a far passare i propri messaggi? Come può passare per democratica se non è in grado di sostenere un dibattito interno che per quanto duro resta interno e che dovrebbe essere la forza trainante del movimento. Un confronto interno che dovrebbe riuscire a trasmettere forza, convinzione e coesione... quella coesione che solo l'accettazione della democraticità del sistema interno del movimento può fornire e che porta ad accettare linee leggermente diverse dalle proprie opinioni personali ma che probabilmente sono più condivise.

Il progetto "sinistra Arcobaleno" a mio modo di vedere non era sbagliato ma probabilmente messo in piedi troppo in fretta e con un leader di facciata (grande Fausto!) che seppur dotato di carisma non aveva realisticamente alcuna seria ambizione... ma l'idea era buona: uniamo le forze e sfruttiamo il malcontento e i mezzi di comunicazione che possiamo ancora utilizzare per creare un consapevolezza e un senso di appartenenza che tra i tanti elettori di sinistra ormai si è perso.
Il 25 aprile, il primo maggio... sono feste del popolo e si basano su ideali condivisi da giovani e non, sfruttiamo le reti di tutti quei movimenti vicini ma distinti (purtroppo) che hanno il reale contatto con il territorio: organizzazioni di volontariato, centri sociali, organizzazioni No-Profit, associazione dei consumatori, ecologisti...

il messaggio deve partire dal basso non possiamo perdere il contatto con il territorio perche non ci sono a disposizione parabole per far cadere spot a pioggia.
Il messaggio deve essere unico e sinergico mi sono rotto i coglioni di non sapere per chi votare, di dover costruirmi una complicata tabella mentale con 4 o 5 simboli e di cercare per ciascuno di essi le piccole sfumature che lo distingue dagli altri.
Voglio un simbolo unico della sinistra, voglio una banmdiera per la quale far propaganda.
Voglio un Leader (una faccia nuova possibilmente) preparato e democratico che mi rappresenti.
Voglio sentirmi parte di un movimento con cui potrò pure essere critico ma che non per questo mollerò per un'incomprensione!
Voglio un'assemblea con cui parlare, confrontarmi e magari pure litigare ma senza che la soluzione ai problemi sia la scissione!
Temo per il mio futuro da elettore...
temo di dover rassegnarmi a votare per il Partito Democratico!